Metodo

La metodologia seguita è quella della valutazione multidimensionale geriatrica secondo un approccio olistico alla identificazione dei bisogni, implementando la componente psicologica e caratteriale.

La maggior parte delle scale presenti in letteratura e utilizzate nei vari ambiti locali sono prevalentemente settoriali indirizzate alla valutazione delle variabili demografiche, abitative, sociali, sanitarie e economiche o in alternativa alla conoscenza delle caratteristiche psicologiche, comportamentali e relazionali.

Il tentativo di costruire un questionario “multi-dominio” ha comportato una estesa ricerca bibliografica, privilegiando le esperienze nazionali. Tra le scale internazionali sono state presi in esame i seguenti strumenti di valutazione: Scala dell’autostima di Rosemberg, Scala del benessere di Ryff, Scala di soddisfazione della vita – SWLS –di Diener, la Southampton Nostalgia Scale di Sedikides, e la Geriatric Depression Scale nella sua versione breve, la Escala Preocupatiòn Generativa.

Sono state volutamente escluse le scale a impronta prevalentemente sanitaria (come la Barthel Index Code per l’autosufficienza, le scale della comorbilità, le scale della valutazione cognitiva, la scala di Conley per il rischio di cadute, la scala prognostica MPI) per non aumentare la difficoltà di somministrazione e perché esulano dall’obiettivo del progetto, considerando che la Regione e le ATS sono già in possesso di specifici strumenti di valutazione con cui è auspicabile un futuro confronto e integrazione.

Tra le decine di questionari nazionali utilizzati dagli enti locali sono stati fonte di ispirazione quelli adottati per lo stesso fine nei comuni di Cernusco Lombardone (Lecco), Pino Torinese (Torino), Cavour (Torino), Motta di Livenza (Treviso), Occhiobello (Rovigo), Villanovaforru (Sud Sardegna).

Sono stati inoltre esaminati i questionari utilizzati per la valutazione dei bisogni della popolazione anziana della Regione Veneto (progetto APPCARE ULSS 2 Marca Trevigiana), della Regione Emilia Romagna (Assessorato politiche per la salute 2006, Rilevazione
della soddisfazione nei servizi per anziani: proposte metodologiche), dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (CeDisMa, Centro Studi e Ricerche sulle Disabilità e Marginalità), del CNR Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (1. La vecchiaia può attendere – Immagini, aspettative e aspirazioni degli anziani italiani 2001,  2. il Working Paper n. 12/2006 “La Qualita’ della Vita degli Anziani), dell’Istituto Superiore della Sanità (Rapporto Osservasalute 2016, Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane – edizione 2017), della Caritas Diocesana (C. Diocesana Vicentina “Uno Scorcio Sui Bisogni Degli Anziani” la fragilità dell’anziano vista dalle parrocchie e dai servizi sociali dei comuni – 2007).

Altri spunti sono scaturiti dal volume “Sul Concetto di Generatività” di Nadia Dario, dalla letteratura sul concetto di Generatività Sociale di E. Erikson e da quella del “Nostalgia Group Members” della Southampton’s University diretto da C. Sedikides.